14th
un ungherese con il naso storto ( un eccellente poeta, pare) mi ha interrogato
in piena notte, in piena Terrazije, dicendo: come hai fatto, tu, che non sei ancora
impazzito? ( perché diceva ho tutta l’aria di un Artaud) : e io ho risposto, allora:
ma ci aiutano le donne, un po’:
era d’accordo ( anche se ha precisato subito
che fu omosessuale, e che adesso non chiava niente):
(ci aiutano con la loro pazzia,
proprio, se aveva ragione quella specie di ristampa aggiornata di un’Elisa,
lassù, nella sede di Politika, che mi lasciò dicendo: divertiti e ama):
che dolore l’amore!
ho visto un sacco di tipi ridursi come mosche
d’inverno, come flaconi crepati, come gomme da masticare masticate:
e io
(io che ho gridato, una volta: questa volta non mi freghi più), che mi sono
strappato mani e piedi (nemmeno fossero stati guanti e ciabatte, guarda),
sono disposto a sputarti la mia lingua, ancora,
a gentile richiesta: